| 23/08/2010 09:56 |
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Oggi l’ultimo saluto a Franchini Alle 15 i funerali del notissimo manager sportivo tradito dal cuore |
GROSSETO. «L’ha fregato il cuore. Proprio a lui che aveva un cuore grosso così...». Sergio Franchini nelle parole di Francesco Luzzetti, da ragazzo suo avversario a pallone, poi suo stretto collaboratore nell’avventura dell’Intercomunale 1912 e nella Federcalcio.
«E comunque era un grande amico, una persona buona, generosissima», aggiunge Gianni Lamioni che lo ha avuto per quindici anni come direttore sportivo nella Coop Atlante di calcio a 5.
Oggi alle 15 nella chiesa del Cottolengo l’ultimo saluto a uno dei più conosciuti dirigenti sportivi maremmani. Alle 16 la sepoltura a Sterpeto. Sergio Franchini è morto a Siena. Era in gravi condizioni, attendeva un trapianto d cuore. Sessantatré anni tutti dedicati al calcio, a partire da quello giocato a livello giovanile.
«Lui giocava come attaccante nei Falchi Blu di Gavorrano - ricorda Luzzetti - Io da terzino nella Libertas: mi segnò tre reti...». Poi la carriera dirigenziale e l’ambizione di creare un’alternativa alla squadra principale della Maremma. Così ecco il Marina-Intercomunale della Promozione, con Palazzoli allenatore e Luzzetti vice, con Arcoria, Giulianini. Tognotti e tanti altri giocatori a farne le fortune in campo. Il binomio con Luzzetti non si interruppe nemmeno quando Franchini divenne presidente provinciale Figc: Francesco curava il settore giovanile, le rappresentative. Sergio scalò i vertici regionali del mondo del pallone.
«Sapeva tutto il regolamento a memoria - ricorda tra l’altro Luzzetti - E quante partite ha vinto anche a tavolino!». I successi più belli, comunque, sono stati quelli ottenuti sul campo. Anche quello del calcio a 5. «Per quindici anni - dice Gianni Lamioni, adesso presidente della Camera di commercio - è stato direttore sportivo della Coop Atlante. Abbiamo inventato insieme la squadra, cominciando dalla serie D. Abbiamo vinto cinque campionati di fila. Anni formidabil. Mi mancherà il suo apporto. Anche quello nell’azienda: perché per anni, lui che era ragioniere, aveva seguito i corsi di formazione nel settore artigianale curati dalla nostra cooperativa». In precedenza, aveva lavorato con il suocero nella ditta Agnoletti.
Lascia la moglie Graziella e i figli Leonardo e Barbara, nonché cinque nipotini. Ma anche la mamma Silvana, 85 anni, straziata dal dolore insopportabile della perdita del figlio.
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P.S. |
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